Villa Pontello

Icona dei molteplici risvolti  oscuri del dopoguerra e delle tragiche conseguenze della Guerra sulla vita dei sopravissuti, Villa Pontello divenne nel 1924 un  “Istituto per le orfanelle”.

Le sue alte mura e il parco che la circonda furono per decenni l’orizzonte protettivo e  severo in cui trascorsero l’infanzia e l’adolescenza decine e decine di bambine e giovinette. Il palazzo fu realizzato  come esecuzione testamentaria di Luigi Pontello, abile e competente artigiano locale, che aveva deciso di lasciare, alla morte, tutto il patrimonio per la costruzione di un istituto per orfanelle a lui poi intitolato.

Gli spazi esterni della villa corrispondono all’ampia area del parco, all’interno del quale, nella zona boscata, si trovano l’originaria  fontana e un piccolo edificio di pertinenza.

L'Istituto Pontello venne inaugurato nel maggio 1928, accogliendo da subito 4 bambine, che presto divennero 40, sotto la guida delle Suore Canossiane e chiuse nel 1979 per “mancanza di orfanelle”. Dopo alcuni anni di abbandono di ogni funzione, il complesso divenne di proprietà comunale e i locali adibiti a sede dell’attuale Museo del Novecento e della Grande Guerra”.

Una generazione  che era ancora andata a scuola con la carrozza pubblica si trovò sotto il libero cielo in un paesaggio dove nulla era rimasto immutato a parte le nuvole e, in mezzo, al centro di un campo di forze dove si scontravano correnti devastatrici ed esplosioni, stava il minuscolo, fragile corpo dell’uomo.

Walter Benjamin “Erfahrung und Armut” in Gesammelte Schriften, Vol II, 1, cit, p.214