Il Museo e la sua storia

Ad offrirsi di restituire a Villa Pontello una funzione di interesse collettivo fu nel 2007 l’Associazione “Gruppo Bisnent”, la cui denominazione si riferisce alle vicende delle popolazioni montelliane nei momenti più tristi e difficili della loro lunga storia. Bis-nent , che significa “ coloro che non hanno nulla”, è un appellativo sorto forse durante la dominazione francese e austriaca del Veneto ed entrato nel dibattito culturale e politico nell’ultimo decennio del 19° secolo nell’ambito dalla “questione Mantellina”.

Per la sua collocazione e per la sua storia “Villa Pontello” è destinato non solo a custodire e divulgare la memoria della civiltà contadina del territorio, ma anche a orientare chiunque voglia esplorare e conoscere un territorio di rara ricchezza e bellezza. Oggi vi sono raccolte memorie materiali, oggetti, attrezzi, voci e immagini che ricostruiscono ambienti, situazioni e stili di vita e vi trovano ospitalità mostre itineranti e manifestazioni

Se vi leggete  il “Galateo in Bosco”, trovate gli stessi temi che dalle origini si dilatano sempre più nel tempo, cioè la contraddizione per cui vediamo la natura da una parte e la cultura dall’altra (galateo- cultura, bosco-natura). Questi due elementi dovrebbero ricomporsi in armonia, ma in realtà sono in continua frizione tra loro, in autodistruzione perenne o in equilibri  molto labili; eppure bisogna cercare di ricomporli con sforzi tremendi, anche se non siamo affatto sicuri di riuscirci.

Il Veneto che amiamo: Fernando Banfini., Luigi Meneghello, Mario Rigoni Stern e Andea Zanzotto: pag 47. Edizioni dell’asino 2009