Da Ciano a S.Mama

Un percorso, una storia: da Ciano del Montello a S.Mama.

Da Ciano del Montello è possibile intraprendere un itinerario naturalistico che conduce, attraversando un ponte sul canale Castelviero e percorrendo un sentiero sterrato, sino al greto del Piave a S. Mama. Il percorso ripercorre la trincea di prima linea, che un tempo era il fronte principale della grande battaglia, in modo da dare al visitatore l’impressione, per mezzo di foto e documenti storici, di immergersi nel ricordo della Grande guerra come se fosse li di persona.

1 -Dalla prima linea di trincea

  • Ciano del Montello - ieri e oggi
Ciano del Montello - ieri e oggi

Il percorso inizia nei pressi della scuola elementare di Ciano vicino alla pista ciclabile; una piastra di cemento ci ricorda che li una volta c’era una postazione di mitragliatrice fissa nonché un punto di vedetta strategico.
Ci troviamo dove cento anni fa i soldati italiani scavarono la prima linea di trincea, si noti che ritroviamo nelle due foto gli stessi tetti delle case.

"Il Montello, "locus amoenus" e nel contempo "horridus", era un colle veramente nobile e sacro per tantissime ragioni.

Un'Arcadia-Eden in perenne ricomposizione e scomposizione, il simbolo stesso dell'utopia. Ma in quest'Arcadia c'era ben piantato un teschio che, proprio come nel famoso quadro del Guercino, diceva: "Et in Arcadia ego", ossia, anche nell'Arcadia io, la morte, ci sono.

Andrea Zanzotto: “In questo progresso scorsoio” pag. 32, Garzanti 2009

2 - Il campanile di Ciano

  • Area circostante chiesa di Ciano - ieri e oggi
Area circostante chiesa di Ciano - ieri e oggi

Il percorso prosegue nella direzione di S. Mama, sempre lungo l’area ciclabile; nella seconda foto si riesce a scorgere il campanile della chiesa di Ciano e la stessa identica casa di allora, circondate da fosse di trincea, palizzate e filo spinato in abbondanza: incredibile come una guerra possa trasformare l’aspetto di un paese che al giorno d’oggi non sembra essere cambiato poi così tanto. In effetti si può notare che è cambiata la punta del campanile, ricostruito dopo essere stato abbattuto dai bombardamenti.

 

Rivolgersi agli ossari . Non occorre biglietto
Rivolgersi ai cippi. Con il piu' disperato rispetto
Rivolgersi alle osterie. Dove elementi paradisiaci aspettano.
Rivolgersi alle case. Dove l'infinitudine del desio
(vedila ad ogni finestra chiusa) sta in affitto.

Andrea Zanzotto. Diffrazioni,eritemi. Galateo in bosco

3 - "El Pindol" e "Santa Mama"

  • Vidor - panorama sul Piave - ieri e oggi
Vidor - panorama sul Piave - ieri e oggi

Oltrepassato l’antico "Borgo Botteselle" si raggiunge una vasta brughiera sino ad un monumento, denominato "El Pindol", eretto in ricordo delle numerose persone che persero la vita per attività correlate alla guerra: in una zona dove la povertà faceva da padrona, una delle attività per ‘sbarcare il lunario’ era quella di ricercare e vendere metalli provenienti da bombe inesplose.
Attraversato un torrente si raggiunge il caseggiato di "Santa Mama", nei pressi delle chiesetta, da qui è possibile risalire l’argine del greto del Piave, un ottimo punto di osservazione.

Salvaguardare  tutto sarebbe un insostenibile freno al mutamento,  e non è possibile. Il mondo si rinnova e con la morte delle generazioni via via si spengono i paesaggi della memoria sui quali esse sono cresciute.

Ma occorre comunque salvaguardare, anche con una lapide, un frammento, il ricordo di oggetti e luoghi che hanno contato per le generazioni passate.

Occorre salvaguardare  nel paesaggio la continuità sulla quale si costruisce la storia della società, mantenere perciò dei richiami , dei riferimenti al passato al fine di conservare un dialogo con esso.

Eugenio Turri. Il paesaggio come teatro. Dal territorio vissuto al territorio rappresentato. 1998. Biblioteca Marsilio

4 - Il gomito del fiume

  • gomito del fiume Piave - ieri e oggi
gomito del fiume Piave - ieri e oggi

In un'altra foto il paesaggio prosegue rivelando il gomito successivo del fiume, lo stesso paesaggio, lasciato intatto dallo scorrere del tempo, ma diverso nella morfologia del terreno, modificata dall’uomo per necessità di guerra.

Arteria aperta il Piave, ne' calmo ne' placido
ma soltanto gaiamente sollecito oltre i beni i mali e simili
e tutto solletichio di argenti, nei suoi intenti, a dismisura
tra quell'incoercibile sanguinare
e il verde e l'argenteizzare altrettanto incoercibili,
in quel  grandore dove tutti i silenzi sono possibili.

Andrea Zanzotto. Galateo in Bosco

5 - Buoro di Ciano

  • Anfratti caverna del Piave
Anfratti caverna del Piave

Proseguendo nella stessa direzione, la vegetazione si fa più fitta e si entra in un piccolo boschetto, tra ponticelli che attraversano il Castelviero, sentieri ombreggiati da alte acacie e zone un po’ scoscese per raggiungere, lungo una strada un po’ ardua, il Buoro di Ciano.
Durante la Grande Guerra questa caverna fu adibita a ricovero per i feriti e, in alcuni periodi dell’anno, quando il Piave è in piena, si può vedere l’acqua nascere e sgorgare dagli anfratti.

..and I edged to shun her  view,
For I felt assured she thought me
One who should drownhim too

..e ho evitato di farmi guardare
Perché ero certo che pensava  ame
Come a uno che doveva affogare 

Thomas Hardy: I looked up from my writing. La Guerra d’Europa 1914-1918 raccontata dai poeti

6 - "Capitel dei lovi" e "Stradone del Bosco"

Il percorso prosegue sulla stradina parallela alla ‘Strada Panoramica’, che porta al ‘Capitel dei lovi’ da cui si si raggiunge facilmente a piedi lo ‘Stradone del Bosco’ che circonda il rilievo del Montello e che incrocia le “prese” che invece lo risalgono.

Capitel dei lovi

Sulla parete nord dell’oratorio , le cui origini si fanno generalmente risalire al XIV secolo, sono rappresentati dei lupi che simboleggiarono in un remoto passato la forza, la lealtà e le coesione necessari per sopravvivere in tempi difficili.

Secondo alcuni, il capitello sarebbe stato edificato per consentire ai passanti di pregare prima di attraversare il fiume o dopo essere sbarcati; altri sostengono che la sua costruzione risalirebbe ad una leggenda trasmessa per via orale secondo la quale un viandante si sarebbe miracolosamente salvato dall’inseguimento di un branco di lupi proprio in questo sito.

Dicerie, sbattere di sedie ,vini foschi sul tavolo.
Osteria della Malanotte. In bosco fosco di tossica>
intensissima luce.

Andrea Zanzotto. Diffrazioni,eritemi. Galateo in bosco