Il Montello

I progetti di difesa nell'Ottocento, la realtà sociale prima e dopo la guerra.

17 Giugno 1918 - 1à linea sopra Giavera

Il Montello non ha visto una sola guerra.

Ce lo ricorda un decreto della Repubblica Veneta: dopo l'attacco subìto dalla Lega di Cambrai (1509), la Serenissima aveva vietato di costruire in pietra nelle prossimità del rilievo. Segnato da altri scontri, come la battaglia di Cornuda (1848), l'interesse strategico italiano per il Montello nasce dopo l'annessione del Veneto all'Italia (1866). Con la terza guerra d'indipendenza il regno d'Italia aveva visto avanzare il suo confine fino alle Alpi, arginato dalle montagne del Trentino e del Friuli. 

16 Giugno 1918 - Montello

Era questo un territorio complesso per qualsiasi genere di strategia: l'unico sbocco era ad est verso il Carso, spezzato da una serie consecutiva di balze ed ostacoli: un esercito schierato in quella posizione avrebbe dovuto temere, inoltre, il saliente trentino profondamente inserito alle sue spalle.

Questi elementi, oltre la maggiore disponibilità di truppe dell'Impero austroungarico, fecero sì che i piani strategici italiani fossero sempre pensati in chiave difensiva. L'idea era di schierare l'esercito sull'Adige.

 

14 Giugno 1918 - Montello

Enrico Cosenz, militare che aveva partecipato alle lotte risorgimentali, ed in particolare alla resistenza veneziana del 1848-49, generale del Regio Esercito, propose di avanzare la linea al Piave. 

Si sarebbe salvaguardata la ricca pianura veneta, attestandosi su una serie di posizioni difensive vantaggiose, tra le quali troviamo il Montello: formazione montuosa che, seppur modesta, è a ridosso del Piave, ponendo un doppio ostacolo ad ogni ipotesi offensiva.

 

16 Giugno 1918 - Montello

Scopriamo così come la linea del Piave fosse stata immaginata ancor prima del conflitto mondiale quando, sconfitti a Caporetto, lo scenario difensivo si ripresentò in tutta la sua urgenza, "ripristinando" quella linea di battaglia da decenni immaginata per lo scontro con l'Austria-Ungheria, arrivata lì con i resti di quello che era stato uno "dei più potenti eserciti del mondo".